Il Ministro della Salute incontra sindacati e governatori per riscrivere la medicina territoriale. L’obiettivo: servizi più vicini alle persone e superamento dei divari regionali.
ROMA – Dare all’Italia una sanità moderna, capillare e, soprattutto, equa. È questo il cuore del messaggio lanciato dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante il vertice tenutosi oggi a Roma con le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale e i principali rappresentanti delle Regioni.
Al centro del tavolo, la riforma della medicina territoriale, un passaggio considerato cruciale per alleggerire gli ospedali e garantire assistenza immediata a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza.
Gli obiettivi della riforma: prossimità ed equità
Il Ministro ha sottolineato l’urgenza di colmare le lacune che oggi creano profonde differenze nel trattamento dei pazienti sul territorio nazionale.
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Sanità di prossimità: Portare le cure fuori dagli ospedali e dentro i quartieri.
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Servizi omogenei: Eliminare la distinzione tra “cittadini di serie A e di serie B”, garantendo assistenza anche nelle zone oggi scoperte.
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Riforma attesa: Un cambiamento strutturale che guarda ai diritti dei cittadini e alla sostenibilità del sistema.
“Vogliamo dare più servizi ed evitare che vi siano ancora zone scoperte dai servizi territoriali. Spero in un confronto rapido e sereno su una riforma attesa da tempo.” – Orazio Schillaci, Ministro della Salute.
Una “cabina di regia” politica e regionale
L’incontro ha visto una partecipazione corale delle istituzioni, segno della rilevanza politica del provvedimento. Al fianco di Schillaci erano presenti:
| Ruolo | Rappresentanti Presenti |
| Governo | Marcello Gemmato (Sottosegretario Salute), Paolo Barelli (Rapporti Parlamento) |
| Governatori | Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), Rocca (Lazio), Fico (Campania) |
| Assessori | Bertolaso (Lombardia), Fabi (Emilia-Romagna) |
| Parlamento | Zaffini (Senato), Cappellacci (Camera), Murelli (Senato) |
Prossimi passi: il countdown per i sindacati
Il confronto entra ora in una fase operativa. Il testo in discussione, predisposto dalle Regioni sulla base della proposta presentata dal Ministero a fine aprile, attende ora le valutazioni delle parti sociali.
I sindacati dei medici hanno tempo fino a giovedì prossimo per inviare le loro proposte e osservazioni. L’obiettivo è arrivare a un testo condiviso che permetta ai medici di medicina generale di diventare il vero pilastro della nuova sanità territoriale, con strumenti digitali moderni e una maggiore integrazione con le case di comunità previste dal PNRR.
Cosa cambia per il cittadino?
In sintesi, la riforma mira a trasformare l’accesso alle cure: meno code al pronto soccorso per codici minori e più punti di assistenza medica vicino casa, attivi e connessi con la rete ospedaliera. Se l’iter procederà senza intoppi, la “sanità moderna” auspicata da Schillaci potrebbe finalmente diventare realtà.







