In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, il Presidente Schittulli lancia l’allarme sulle disuguaglianze territoriali: “Un tumore su tre è evitabile, ma gli screening non raggiungono tutti”.
ROMA – L’Italia della medicina oncologica viaggia a due velocità. Se da un lato la scienza corre e i tassi di sopravvivenza migliorano costantemente, dall’altro il numero delle nuove diagnosi resta un macigno: 390.000 nuovi casi stimati nel 2025. È questo il bilancio chiaroscuro che emerge dal rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025” (AIOM), rilanciato con forza dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).
La prevenzione come scudo: “Un caso su tre si può evitare”
Il messaggio del Presidente nazionale LILT, Francesco Schittulli, è netto: la lotta al cancro si vince prima che la malattia si manifesti. Nonostante l’Italia registri una mortalità oncologica inferiore alla media europea (grazie all’eccellenza nelle cure per seno, colon-retto e polmone), la sfida resta la prevenzione primaria.
“Ridurre le nuove diagnosi è la priorità sanitaria nazionale”, spiega Schittulli. “I progressi scientifici salvano vite, ma la vera svolta è impedire che ci si ammalino. Oggi sappiamo che un tumore su tre potrebbe essere evitato con stili di vita corretti e diagnosi precoci.”
Il nodo delle disuguaglianze
Il vero punto critico resta la geografia della salute. Non tutti i cittadini italiani hanno le stesse possibilità di accedere agli screening gratuiti, creando una frattura inaccettabile tra Nord e Sud. La possibilità di guarire è ancora fortemente influenzata dalla residenza; nonostante la loro efficacia provata, le campagne di prevenzione organizzata faticano a raggiungere l’intera popolazione in modo omogeneo. La LILT chiede un intervento strutturale per uniformare i protocolli di prevenzione su tutto il territorio nazionale.
Oltre la cura: la qualità della vita
Non si tratta solo di sopravvivere, ma di tornare a vivere. Con l’aumento delle persone che superano la fase acuta della malattia, emerge la necessità di tutelare il post-cancro. Secondo Schittulli, il sistema sanitario deve evolversi per garantire reinserimento sociale e lavorativo, tutela dei diritti civili dei pazienti guariti e supporto psicologico e invecchiamento attivo.
Verso l’Assemblea di Roma
Questi temi saranno il cuore dell’imminente Assemblea nazionale LILT, che si terrà a Roma il 24 e 25 febbraio, in coincidenza con il 104° anniversario dell’ente. Un momento cruciale per definire le nuove strategie della prevenzione oncologica in Italia.
Conclude Schittulli “Investire oggi in prevenzione significa investire in salute perché, in ultima analisi, la prevenzione è essa stessa una forma di cura”.
(fonte: ANSA)







