Una straordinaria scoperta internazionale, alla quale l’Istituto di Candiolo IRCCS ha dato un contributo decisivo, apre una nuova era nella cura del tumore al polmone non a piccole cellule. Lo studio KROCUS, pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Oncology, dimostra che un mix di due farmaci biologici in prima linea di trattamento è in grado di far regredire la malattia nell’80% dei casi, eliminando del tutto la necessità di ricorrere alla chemioterapia.
La ricerca si è concentrata sulle forme aggressive caratterizzate dalla specifica mutazione genetica KRAS G12C, una condizione che in Italia colpisce circa 4.000 nuovi pazienti ogni anno.
Come funziona la terapia “intelligente”
A differenza dell’approccio tradizionale che bombarda indiscriminatamente tutte le cellule del corpo (sane e malate), questa nuova strategia si basa sulla medicina di precisione.
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Le molecole: Si utilizzano in combinazione fulzerasib e cetuximab.
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Il meccanismo: I due farmaci biologici agiscono come due chiavi che bloccano contemporaneamente le serrature molecolari usate dalla cellula tumorale per crescere e moltiplicarsi.
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I risultati: L’80% dei pazienti ha registrato una netta riduzione della massa tumorale, con una sopravvivenza libera da progressione della malattia che ha raggiunto una media di 12,5 mesi (con molti pazienti ancora in terapia stabile a distanza di anni).
“Abbiamo smesso di attaccare indiscriminatamente tutte le cellule per sposare un approccio più selettivo a livello molecolare che risparmia al paziente gli effetti collaterali più pesanti”, spiega la Dott.ssa Vanesa Gregorc, prima firma dello studio e direttrice della Ricerca Clinica a Candiolo.
Addio tossicità: una migliore qualità di vita
Oltre all’efficacia straordinaria, il vero punto di svolta riguarda la tollerabilità del trattamento. La chemioterapia è storicamente associata a pesanti effetti collaterali debilitanti. Al contrario, questo mix biologico si è dimostrato molto ben tollerato:
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Niente tossicità epatica o intestinale: Il fulzerasib non ha mostrato i tipici danni a fegato e intestino registrati con altri farmaci simili.
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Effetti collaterali lievi: Le uniche reazioni registrate sono state di tipo cutaneo e facilmente gestibili dal personale medico.
Prossimi passi: verso un nuovo standard di cura
I risultati sono stati così incoraggianti che i ricercatori stanno già progettando lo studio di Fase 3. Questa nuova sperimentazione metterà a confronto diretto la combinazione biologica con l’attuale terapia standard (composta da chemio e immunoterapia), con il chiaro obiettivo di cambiare definitivamente le linee guida mediche per questa patologia.







