Al Policlinico Universitario Tor Vergata di Roma è stato compiuto un passo avanti straordinario nella chirurgia oncologica. Per la prima volta, un’equipe medica ha eseguito un intervento di mastectomia endoscopica con ricostruzione immediata su una paziente che è rimasta sveglia per tutta la durata della procedura, evitando l’anestesia generale.
L’operazione, coordinata dal professor Oreste Claudio Buonomo, rappresenta la nuova frontiera della “chirurgia gentile”: massima efficacia nella rimozione del tumore, ma con un impatto minimo sul corpo e sulla psiche della donna.
La tecnica: un solo taglio “invisibile”
A differenza della chirurgia tradizionale, che richiede ampie incisioni sulla mammella, questa procedura mini-invasiva si avvale dell’endoscopia:
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L’accesso: Viene praticata un’unica piccola incisione di circa 3 centimetri sotto l’ascella.
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L’intervento: Attraverso questo passaggio, i chirurghi rimuovono la ghiandola mammaria e i linfonodi e inseriscono la protesi per la ricostruzione.
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Il risultato: La pelle del seno rimane completamente integra e priva di cicatrici visibili, garantendo un risultato estetico ottimale che aiuta la paziente nel recupero dell’immagine di sé.
Paziente sveglia: i vantaggi dell’anestesia loco-regionale
L’altro pilastro di questo primato è l’approccio anestesiologico. Invece di “addormentare” completamente la paziente con l’intubazione, i medici hanno optato per un’anestesia mirata solo all’area dell’intervento.
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Recupero immediato: Già pochi minuti dopo la fine della procedura, la paziente era nel pieno delle sue funzioni.
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Meno stress: Evitare l’anestesia generale significa eliminare i classici effetti collaterali come nausea e stordimento.
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Dimissioni lampo: Grazie alla mini-invasività, la donna è potuta tornare a casa in meno di 24 ore.
[Image illustrating the difference between general anesthesia and regional nerve blocks used in breast surgery for rapid recovery]
Verso una chirurgia “centrata sulla persona”
Questo intervento non è un caso isolato, ma l’inizio di un protocollo di ricerca dedicato. Gli esperti del Tor Vergata studieranno come questo approccio possa migliorare non solo il post-operatorio immediato, ma anche gli esiti a lungo termine.
L’obiettivo è chiaro: rendere la cura del tumore al seno un percorso sempre più preciso e rispettoso della qualità della vita, dimostrando che è possibile essere radicali contro il cancro pur rimanendo “leggeri” sul corpo della paziente.







