Il comparto delle forniture sanitarie torna a toccare i picchi registrati durante l’emergenza Covid. Secondo l’ultima Relazione annuale dell’Anac, la spesa pubblica per farmaci, dispositivi e tecnologie mediche ha raggiunto nel 2024 la cifra record di 63 miliardi di euro. Si tratta di un valore imponente che riporta il settore ai massimi storici del triennio 2020-2022, confermando la sanità come il vero motore degli appalti pubblici in Italia.
Il boom dei farmaci traina il mercato
A fare la parte del leone nel bilancio delle forniture è il comparto farmaceutico. I dati evidenziano una crescita asimmetrica tra le diverse categorie:
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Farmaci: registrano un’impennata vertiginosa del +37,2% rispetto all’anno precedente.
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Apparecchiature mediche: mostrano una crescita molto più moderata, attestandosi su un +2,1%.
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Energia: in controtendenza, le forniture energetiche (elettricità e riscaldamento) per le strutture sanitarie sono calate del -20,2%, grazie alla stabilizzazione dei prezzi dopo la crisi energetica.
La sanità al centro degli appalti pubblici
Nel 2024, nonostante una leggera contrazione del mercato generale dei contratti pubblici (dovuta principalmente al calo del settore lavori), la sanità ha mantenuto un ruolo egemone. Le forniture sanitarie rappresentano oggi il 42,7% del valore totale delle gare d’appalto in Italia. Questo significa che quasi un euro su due speso dalla Pubblica Amministrazione per l’acquisto di beni riguarda la salute.
Trasparenza e digitalizzazione: le nuove sfide
L’aumento della spesa si scontra con una fase di profonda transizione normativa. L’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici e l’avvio della digitalizzazione del ciclo di vita degli appalti hanno introdotto nuove regole per garantire trasparenza ed efficienza. Nonostante le iniziali difficoltà di adattamento delle stazioni appaltanti, il sistema sta spingendo verso un monitoraggio più rigoroso delle risorse, fondamentale per garantire la continuità degli approvvigionamenti di tecnologie salvavita senza gravare eccessivamente sui bilanci pubblici.
In sintesi, il quadro delineato dall’Anac conferma che la salute rimane la priorità strategica della spesa nazionale, con un mercato che ha ormai strutturalmente assorbito (e in certi casi superato) i volumi dell’epoca pandemica.







