Scontro sulle Tariffe Sanitarie: Schillaci difende il nuovo Nomenclatore, ma è polemica sui rimborsi

Il nuovo tariffario nazionale per la specialistica ambulatoriale e la protesica finisce al centro di un acceso dibattito politico. Durante il Question Time alla Camera, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha respinto fermamente le accuse di chi definisce il provvedimento “non remunerativo” per le strutture sanitarie, annunciando un investimento massiccio per sostenere l’entrata in vigore dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

I numeri della riforma: +550 milioni di euro

Secondo il Ministro, il decreto del 25 novembre 2024 non solo non taglia i fondi, ma immette nel sistema circa mezzo miliardo di euro in più rispetto al passato. Le risorse aggiuntive sono così ripartite:

  • Analisi di laboratorio: incremento di oltre 270 milioni di euro.

  • Visite specialistiche: incremento di oltre 121,9 milioni di euro.

  • Terapie: incremento di oltre 56,7 milioni di euro.

La replica del Ministro ai ricorrenti

Schillaci ha definito “apodittiche” (prive di prove) le lamentele delle organizzazioni di categoria che hanno presentato ricorso al TAR, sottolineando che in giudizio non sarebbero stati prodotti dati reali sui costi di produzione per confutare le nuove tariffe.

“Il nuovo decreto consente finalmente a tutti i cittadini, specialmente nelle regioni più disagiate, di accedere a prestazioni moderne e attese dal 2017”, ha ribadito il Ministro, smentendo anche alcuni esempi di presunti tagli citati dall’opposizione.

L’attacco di Italia Viva: “Sanità a due velocità”

La risposta del Governo non ha convinto l’onorevole Davide Faraone (IV), che ha accusato Schillaci di mancanza di rispetto verso le migliaia di professionisti del settore. Secondo Faraone, la riforma nasconde un problema strutturale:

  1. Rischio chiusure: Le organizzazioni segnalano che le tariffe non coprono i costi reali, mettendo a rischio 27.000 posti di lavoro.

  2. Disparità regionali: Le regioni con i conti in ordine potranno integrare le tariffe con fondi propri, mentre quelle in piano di rientro (come molte regioni del Sud o il Piemonte) resteranno bloccate, creando cittadini di serie A e di serie B.

Verso un nuovo aggiornamento

Nonostante la difesa della manovra, il Ministro ha aperto alla possibilità di un ulteriore aggiornamento nel breve periodo, coerentemente con le risorse stanziate nella Legge di Bilancio 2025. L’obiettivo sarà quello di rendere le tariffe sempre più aderenti all’evoluzione dei costi di produzione e dell’innovazione tecnologica, cercando di placare le tensioni con il mondo della sanità privata accreditata e dei laboratori.