Riso rosso fermentato: scatta il divieto UE sulle indicazioni per il colesterolo

Un nuovo giro di vite dell’Unione Europea colpisce il mercato degli integratori alimentari. Con la pubblicazione del Regolamento (UE) 2024/2041, Bruxelles ha stabilito il divieto assoluto di vantare proprietà salutistiche per i prodotti contenenti monacolina K da riso rosso fermentato.

La norma, entrata ufficialmente in vigore il 19 agosto 2024, elimina definitivamente la possibilità di utilizzare frasi pubblicitarie o indicazioni in etichetta che associno la sostanza al controllo del colesterolo.

Cos’è la monacolina K e perché è sotto osservazione

La monacolina K è una molecola naturale prodotta durante la fermentazione del riso da parte del lievito Monascus purpureus. Chimicamente, la sua forma lattonica è identica alla lovastatina, una statina utilizzata nei farmaci soggetti a prescrizione medica per il trattamento dell’ipercolesterolemia.

Nonostante la sua origine naturale, la monacolina K agisce con lo stesso meccanismo dei farmaci di sintesi: inibisce l’enzima HMG-CoA reduttasi nel fegato, bloccando la produzione di colesterolo.

Le ragioni del divieto: sicurezza ed effetti avversi

La decisione dell’UE non mette in dubbio l’efficacia della sostanza, ma si concentra sulla sicurezza del consumatore. Poiché la monacolina K è sovrapponibile a una statina, presenta un profilo di effetti avversi molto simile:

  • Tossicità muscolare: Rischio di mialgie (dolori muscolari), crampi e, nei casi più gravi, rabdomiolisi.

  • Tossicità epatica: Possibili danni al fegato e alterazione delle transaminasi.

  • Interazioni farmacologiche: Alto rischio se assunta insieme ad altri farmaci o da soggetti con fragilità preesistenti.

Cosa cambia per consumatori e produttori

Già nel 2022 la Commissione aveva limitato il dosaggio giornaliero a meno di 3 mg per singola porzione. Con questo nuovo aggiornamento:

  1. Addio ai “Claim”: Non è più possibile scrivere sulle confezioni: “La monacolina K del riso rosso contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue”.

  2. Etichettatura: I produttori hanno dovuto aggiornare i packaging eliminando ogni riferimento ai benefici per il cuore.

  3. Responsabilità: Il farmacista e il medico diventano figure centrali per guidare il paziente verso un uso consapevole, evitando l’automedicazione rischiosa.