Tosse che non passa, fiato corto dopo un piccolo sforzo, respiro sibilante, catarro frequente e una stanchezza insolita. Spesso liquidati come semplici acciacchi o conseguenze del fumo e dell’età, questi sintomi sono in realtà i primi campanelli d’allarme di patologie respiratorie croniche come Asma e BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva).
Si tratta di malattie altamente invalidanti ma profondamente sottodiagnosticate. Per invertire questa tendenza, la SIMG (Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie) ha presentato alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’on. Luciano Ciocchetti, il progetto nazionale “Ampio Respiro – Percorsi personalizzati nelle patologie respiratorie”. L’obiettivo è chiaro: rafforzare il ruolo del medico di famiglia per intercettare la malattia prima che sia troppo tardi.
L’impatto di Asma e BPCO in Italia
Le malattie respiratorie croniche gravano pesantemente sulla qualità della vita dei pazienti e sull’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
| Patologia / Parametro | Impatto e Diffusione in Italia |
| Prevalenza della BPCO | Colpisce il 5-6% della popolazione |
| Persone coinvolte | Circa 3,5 milioni di cittadini |
| Criticità principale | Forte sottovalutazione del rischio rispetto alle malattie cardiovascolari |
| Fattori di rischio chiave | Fumo di sigaretta, inquinamento ambientale, esposizione professionale, infezioni |
Il Medico di Famiglia: sentinella della salute respiratoria
Le patologie polmonari iniziano quasi sempre in modo silenzioso. La vera sfida della medicina moderna è la cosiddetta “medicina di iniziativa”: non aspettare che il paziente si presenti in pronto soccorso o in ospedale con una crisi acuta, ma scovare il problema fin dai primi accenni.
Come spiega la dott.ssa Tecla Mastronuzzi, Responsabile Macroarea SIMG Prevenzione:
“Respirare bene non è un dettaglio, è una condizione essenziale di salute. Il progetto vuole aiutare cittadini e medici a non aspettare che il respiro peggiori: agire prima significa vivere meglio e ridurre le riacutizzazioni.”
Il dott. Andrea Zanché, Responsabile Macroarea SIMG Cronicità, aggiunge un tassello fondamentale sulla percezione del rischio:
“Molti cittadini non considerano il rischio respiratorio con la stessa attenzione che riservano, ad esempio, al cuore. Dobbiamo cercare precocemente i soggetti a rischio negli ambulatori di famiglia e avviare tempestivamente le terapie.”
I 5 sintomi da non sottovalutare
Se uno o più di questi disturbi si presentano con frequenza, è fondamentale parlarne con il proprio medico curante per valutare l’esecuzione di una spirometria (l’esame base per misurare la funzionalità polmonare):
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Tosse persistente (che dura da settimane)
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Fiato corto (dispnea) anche per sforzi lievi
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Respiro sibilante o fischiante
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Produzione frequente di catarro
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Stanchezza insolita e spossatezza
Il progetto “Ampio Respiro”: formazione e informazione
La campagna si sviluppa su tre livelli paralleli per connettere istituzioni, medici e pazienti attraverso strumenti concreti:
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Formazione medica d’avanguardia: Dal 15 maggio 2026 è attiva una piattaforma di formazione a distanza (FAD) per i medici di medicina generale. Il percorso copre l’appropriatezza terapeutica, l’uso corretto dei dispositivi inalatori, la riabilitazione respiratoria, le vaccinazioni e la sostenibilità ambientale dei farmaci.
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Strumenti per il cittadino: Negli ambulatori medici verranno distribuiti flyer informativi e sarà attivo il portale dedicato www.ampiorespiro.it per far conoscere i fattori di rischio.
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Gestione personalizzata: Creazione di percorsi di cura cuciti su misura per il paziente, integrando il lavoro del medico di base con quello dello specialista pneumologo.
Il dott. Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG, conclude evidenziando il valore strategico del progetto:
“Ampio Respiro è un progetto di sistema. Il medico di famiglia conosce la storia del paziente, ne intercetta i sintomi nel tempo e può costruire un percorso personalizzato e continuativo sul territorio.”







