Obesità: scoperti i 4 “volti” della malattia. La terapia personalizzata raddoppia l’efficacia dei farmaci

L’approccio tradizionale “mangia meno e muoviti di più” è ufficialmente superato. Al VI Congresso Nazionale della SINuC (Società Italiana di Nutrizione Clinica) è emersa una svolta nel trattamento dell’obesità: la classificazione della malattia in quattro fenotipi biologici. Questa scoperta spiega perché la stessa dieta o lo stesso farmaco funzionino su un paziente e falliscano su un altro, aprendo la porta a una medicina di precisione che, secondo gli studi pubblicati su Obesity, riesce a quasi raddoppiare la perdita di peso dopo un anno rispetto ai trattamenti generici.

I quattro profili identificati dai ricercatori si basano sull’interazione tra genetica, metabolismo e comportamento:

  • Cervello affamato (Hungry Brain): Controllato dall’asse cervello-intestino, il paziente ha bisogno di ingerire molte più calorie della norma per avvertire il segnale di sazietà.

  • Fame emotiva (Emotional Hunger): Il cibo viene usato come risposta edonica a emozioni (ansia, depressione) o bassi livelli di autostima, indipendentemente dalla fame fisica.

  • Intestino affamato (Hungry Gut): Caratterizzato da uno svuotamento gastrico accelerato (fino al 38% più rapido nei maschi). La sensazione di pienezza dura pochissimo, spingendo a mangiare spesso.

  • Combustione lenta (Slow Burn): Un metabolismo basale ridotto, spesso associato a una massa muscolare inferiore e a una minore predisposizione all’attività fisica.

L’identificazione del fenotipo permette di scegliere il farmaco o l’intervento più adatto: ad esempio, per l'”intestino affamato” si agirà sulla velocità di svuotamento gastrico, mentre per la “fame emotiva” il supporto sarà di tipo comportamentale o farmacologico mirato al sistema nervoso. I dati mostrano che con questo metodo il 79% dei pazienti perde oltre il 10% del peso in un anno, contro il misero 34% di chi segue una cura standard. In un Paese come l’Italia, dove l’eccesso di peso causa 70.000 morti evitabili l’anno, questa classificazione rappresenta uno strumento salvavita per trasformare l’obesità da condanna cronica a patologia gestibile.