Obesità, il BMI è sotto accusa ma resta insostituibile: “Non possiamo mandarlo in pensione”

ISTANBUL – In un mondo medico che punta a tecnologie sempre più sofisticate, il vecchio e discusso BMI (Indice di Massa Corporea) finisce al centro del dibattito internazionale. Dal Congresso Europeo sull’Obesità (ECO2026) di Istanbul, la Società Italiana dell’Obesità (SIO) lancia un monito chiaro: nonostante i suoi limiti, il BMI rimane l’unico strumento di screening rapido e universale per contrastare un’epidemia che in Italia colpisce 6 milioni di persone. L’allarme dei medici è rivolto alle nuove proposte che vorrebbero criteri diagnostici più complessi: il rischio è di rendere l’obesità una “malattia invisibile” per il sistema sanitario.

Il paradosso italiano: pesare i pazienti è ancora un miraggio

Nonostante la semplicità del calcolo (basato solo su peso e altezza), i dati emersi dallo studio ITROS su 1,8 milioni di cittadini italiani sono sconcertanti:

  • Solo il 17% dei pazienti ha il dato del BMI registrato nella cartella clinica del medico di base.

  • L’83% dei pazienti italiani ne è sprovvisto, rendendo di fatto impossibile un monitoraggio efficace della patologia.

“Siamo ancora all’alba della misurazione di base e c’è chi vorrebbe già imporre parametri d’élite”, ha dichiarato Silvio Buscemi, presidente SIO, sottolineando come la mancanza di tempo e le barriere burocratiche impediscano già oggi di ottenere questo dato banale.

Perché non possiamo rinunciare al BMI

Sebbene esistano critiche sulla sua capacità di distinguere tra massa grassa e massa muscolare (i cosiddetti falsi positivi), la SIO ne difende l’utilizzo per tre ragioni fondamentali:

  1. Immediatezza: Permette di fare screening subito, senza attendere che compaiano le oltre 200 possibili complicanze della malattia.

  2. Sostenibilità: Richiedere esami approfonditi o ecografie per ogni sospetto caso di obesità sarebbe organizzativamente insostenibile per il sistema sanitario.

  3. Diffusione: È un riferimento che medici e popolazione hanno impiegato 40 anni a metabolizzare.

“Vogliamo mandare in pensione il BMI? Prima troviamo un’alternativa che non sia un ostacolo per i pazienti.” — Silvio Buscemi, Presidente SIO.

Burocrazia e Privacy: i nemici della prevenzione

Oltre ai problemi clinici, la SIO punta il dito contro la legislazione attuale. Secondo l’associazione, le interpretazioni restrittive della legge sulla privacy impediscono ai medici di base di fornire dati anonimizzati per la ricerca scientifica.

Senza la possibilità di creare un registro epidemiologico, la lotta all’obesità è “come voler ridurre i consumi elettrici di un Paese senza poter leggere i contatori”. La richiesta alle istituzioni è netta: meno burocrazia e più misurazioni concrete per far uscire l’obesità dall’ombra.