L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena si conferma un polo d’eccellenza a livello nazionale. Con ben sei progetti approvati dal Ministero della Salute nell’ultimo bando per la Ricerca Finalizzata, Modena incassa un finanziamento di 2,4 milioni di euro, posizionandosi ai vertici della sanità italiana.
L’Emilia-Romagna, nel complesso, ottiene un risultato straordinario piazzandosi al terzo posto in Italia (dopo Lombardia e Lazio) con 35 progetti finanziati per oltre 14 milioni di euro. In questo panorama, Modena brilla come la seconda realtà regionale, superata solo da Bologna.
Un Successo di Squadra
Il Direttore Generale, Luca Baldino, ha espresso grande soddisfazione: “Questi risultati confermano il nostro ruolo centrale nella ricerca medica. Le scienze chirurgiche e mediche evolvono rapidamente e la ricerca è l’unico modo per costruire la sanità di domani”.
Un plauso è andato ai ricercatori e al lavoro di coordinamento del Grant Office, diretto dalla dott.ssa Elisa Muzzioli, che ha permesso di trasformare idee scientifiche in progetti vincenti.
I Settori Chiave: Ematologia, HIV e Neuroscienze
I progetti finanziati toccano aree in cui Modena è già un punto di riferimento nazionale. Come sottolineato dal Direttore Sanitario Silvio Di Tella, la città continua la sua lunga tradizione di eccellenza in:
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Ematologia: Nuovi studi sulla leucemia.
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Neuroscienze: Ricerca avanzata sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA).
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Malattie Infettive: Studi innovativi sull’HIV.
Il Progetto “SHAPE”: Semaglutide contro l’Obesità Viscerale nell’HIV
Tra i progetti premiati spicca lo studio guidato dalla Prof.ssa Cristina Mussini (Malattie Infettive), che analizza una nuova frontiera terapeutica per le persone affette da HIV.
L’Obiettivo della Ricerca
Lo studio, denominato SHAPE, vuole testare l’efficacia della Semaglutide (farmaco già noto per il trattamento del diabete e dell’obesità) per ridurre il grasso viscerale nei pazienti con HIV che non sono diabetici e hanno un indice di massa corporea inferiore a 30.
Tecnologia e Innovazione
La ricerca coinvolgerà 66 partecipanti e utilizzerà strumenti diagnostici di altissimo livello:
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PET e DEXA: Per mappare con precisione l’infiammazione dei vasi e la distribuzione del grasso.
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Profilazione Immunologica: Per capire come il farmaco possa “calmare” l’attivazione immunitaria e i processi infiammatori tipici dell’HIV.
Per la prima volta si studieranno in modo sistematico gli effetti immunometabolici di questo farmaco nei pazienti con HIV, aprendo la strada a cure che non mirano solo a gestire il virus, ma a migliorare la qualità della vita e la salute metabolica complessiva.
Questo finanziamento non è solo un riconoscimento accademico, ma un investimento concreto che si tradurrà in nuove cure e migliori diagnosi per i pazienti di tutto il territorio.







