L’osteopatia entra ufficialmente nel Servizio Sanitario Nazionale: ecco cosa cambia con il decreto sulle equipollenze

L’osteopatia in Italia non è più una disciplina alternativa priva di una regolamentazione ufficiale. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sull’equipollenza dei titoli, si chiude definitivamente un lungo iter legislativo durato quasi dieci anni. Il provvedimento rappresenta l’ultimo e fondamentale tassello per l’integrazione a pieno titolo dell’osteopata tra le professioni sanitarie protette del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Il decreto definisce finalmente i criteri per sanare il passato, stabilendo le modalità di riconoscimento della formazione pregressa e dell’esperienza professionale di migliaia di specialisti già attivi sul territorio.

Le tappe della riforma: dal 2014 a oggi

Il percorso che ha portato al riconoscimento dell’osteopatia è stato lungo e complesso, segnato da un costante confronto tra associazioni di categoria e istituzioni sanitarie:

  • 12 giugno 2014: Prima audizione storica del ROI (Registro Osteopati d’Italia) presso la Commissione Sanità del Senato per richiedere l’autonomia professionale.

  • Legge 3 del 2018 (Legge Lorenzin): L’Articolo 7 istituisce formalmente la professione sanitaria dell’osteopata, gettando le basi per l’ingresso nel SSN.

  • DPR 131 del 2021: Viene recepito l’Accordo Stato-Regioni del 2020 che delinea ufficialmente il profilo professionale e le competenze specifiche dell’osteopata.

  • Decreto Interministeriale 1563 del 2023: Nasce l’ordinamento didattico del nuovo corso di laurea universitario abilitante in Osteopatia.

  • 22 maggio 2026: Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sulle equipollenze (firmato a marzo 2026), che conclude l’intero percorso normativo.

Cosa cambia in concreto? Gli effetti della legge

L’impatto di questo decreto rimodella il panorama della medicina del benessere e della riabilitazione in Italia, con risvolti cruciali sia per i professionisti che per i pazienti.

Ambito Prima della Riforma Con il Nuovo Decreto
Inquadramento Giuridico Professione non regolamentata Professione sanitaria autonoma riconosciuta dal SSN
Titoli Pregressi e Esteri Privi di valore legale intrinseco in Italia Valutati ed equiparati tramite elenchi speciali a esaurimento
Formazione Futura Scuole private e corsi regionali Corso di Laurea Universitario abilitante alla professione
Struttura Istituzionale Associazioni private di categoria Costituzione di un Albo Professionale ufficiale

Il riconoscimento del passato: titoli ed esperienza

Il decreto interministeriale si concentra soprattutto sulla tutela di chi già esercitava la professione. La sanatoria permette di valutare i percorsi di studio effettuati prima della riforma (inclusi i titoli conseguiti all’estero) e gli anni di attività pratica maturati sul campo. Chi soddisfa i requisiti previsti dal Ministero potrà iscriversi agli elenchi speciali a esaurimento, ottenendo la piena abilitazione all’esercizio della professione sanitaria ed evitando il rischio di abusivismo.

Le reazioni della categoria: “Momento storico”

La pubblicazione del provvedimento è stata accolta con profonda soddisfazione dai rappresentanti dei professionisti. Mauro Longobardi, presidente del Registro Osteopati d’Italia (ROI), ha commentato con entusiasmo il traguardo:

“Oggi celebriamo un momento che resterà inciso nella storia della nostra professione. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rappresenta molto più di un passaggio legislativo: è la consacrazione di un impegno collettivo, il compimento di una storia fatta di professionisti e di un lungo lavoro di confronto istituzionale.”

Il presidente ha poi concluso con una riflessione sul valore del testo finale:

“Per alcuni questo traguardo può apparire come un compromesso difficile, persino doloroso sul piano dei requisiti d’accesso, ma rappresenta la scelta necessaria per difendere l’esistenza stessa dell’osteopatia come professione autonoma, protetta e pienamente inserita nel sistema sanitario a tutela dei cittadini.”