Italia 2025: tra alcol a rischio e boom di e-cig, la fotografia dei vizi nazionali

L’ultimo rapporto Istat rivela un Paese a due velocità: cala la sedentarietà, ma l’obesità cresce. Preoccupa il raddoppio del consumo di tabacco riscaldato e sigarette elettroniche in soli quattro anni.

ROMA – Più di 8 milioni di italiani (il 15,1% della popolazione sopra gli 11 anni) convivono con abitudini legate all’alcol potenzialmente pericolose. È questo il dato più allarmante che emerge dal report Istat “Fattori di rischio per la salute”, relativo all’anno 2025. Se da un lato gli italiani sembrano riscoprire il movimento fisico, dall’altro restano ancorati a stili di vita che minacciano la salute a lungo termine.

Alcol e Fumo: le ombre sulle nuove generazioni

Il consumo di alcol presenta sfumature diverse, ma tutte preoccupanti:

  • Consumo abituale eccesivo: Colpisce l’8,3% della popolazione.

  • Binge drinking: Praticato dall’8,2% dei connazionali, con una netta prevalenza maschile (12%) rispetto a quella femminile (4,6%).

Sul fronte del tabacco, il dato statico dei fumatori tradizionali (18,6%) è accompagnato da un’impennata dei nuovi dispositivi. L’uso di e-cig e tabacco riscaldato è passato dal 3,9% del 2021 al 7,4% del 2025: un raddoppio che riflette un cambio radicale nelle abitudini dei consumatori, specialmente tra i giovani.

Il “Peso” dell’Italia: l’obesità è in aumento

Sebbene la quota complessiva di adulti in eccesso di peso sia rimasta stabile nell’ultimo triennio (46,4%), lo sguardo agli ultimi dieci anni rivela una tendenza negativa.

“L’obesità è passata dal 9,8% all’11,6% in un decennio,” avverte l’epidemiologo Giovanni Rezza. “Parliamo di quasi 6 milioni di persone esposte a un rischio maggiore di malattie cardiocircolatorie e tumori.”

La sfida della sedentarietà e il divario Nord-Sud

C’è una buona notizia: la sedentarietà è in calo del 2,4% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, l’Italia resta spaccata in due da un profondo divario geografico e sociale:

Inattività fisica e territorio (Dati 2025)

Area Geografica Tasso di Sedentarietà
Nord Italia 20,3%
Centro Italia 26,0%
Sud e Isole 41,2%

Il rischio di inattività è strettamente legato anche al livello di istruzione: tra chi ha un basso titolo di studio, la sedentarietà schizza al 49%.

L’appello degli esperti: “Prevenzione fin da piccoli”

Secondo il Piano Nazionale della Prevenzione, questi fattori sono responsabili del 60% delle malattie croniche.

Francesco Cognetti, presidente di Foce, lancia un allarme specifico sui più giovani: “Il 20% degli adolescenti è sedentario. La prevenzione oncologica deve iniziare nell’infanzia. Alcol, tabacco e cattiva alimentazione stanno interessando fasce d’età sempre più basse, e spesso il ruolo salvifico dello sport viene ancora sottovalutato”.