L’identificazione in Lombardia del primo caso umano di influenza aviaria mai diagnosticato in Italia ha sollevato interrogativi sulla sicurezza sanitaria. Il ceppo isolato è l’H9N2, una variante a bassa patogenicità, molto meno aggressiva del temuto H5N1.
Nonostante la notizia, le autorità sanitarie (ECDC e ISS) rassicurano: il rischio per la popolazione generale rimane basso.
Identikit del virus: H9N2 vs H5N1
Non tutti i virus dell’aviaria sono uguali. La differenza tra i ceppi è fondamentale per capire il livello di allerta:
-
H9N2 (Il caso italiano): È un virus a bassa patogenicità. Nel mondo si contano circa 170 casi umani dal 2000 ad oggi. È considerato poco aggressivo.
-
H5N1 (Il ceppo “storico”): Molto più aggressivo, con un tasso di letalità stimato intorno al 50% (anche se il dato è influenzato dal fatto che nei paesi asiatici vengono censiti solo i casi più gravi). Nel 2025, negli USA sono stati registrati circa 70 casi con un solo decesso.
Come avviene il contagio?
L’influenza aviaria è una malattia degli uccelli (selvatici e acquatici) che può essere trasmessa occasionalmente ai mammiferi (bovini, gatti) e all’uomo.
Cosa c’è da sapere sulla trasmissione:
-
Via aerea: Il contagio avviene principalmente inalando particelle contaminate (polvere o goccioline) a stretto contatto con animali infetti o i loro prodotti.
-
Niente trasmissione tra umani: Ad oggi non esiste conferma che il virus possa passare da uomo a uomo.
-
Sicurezza alimentare: Secondo l’Efsa, non si contrae l’aviaria mangiando carne. Il virus è sensibile al calore e le norme di sicurezza impongono l’abbattimento immediato dei capi infetti.
-
Latte crudo: Recentemente negli USA sono stati ritirati lotti di latte crudo contaminati da H5N1; in Italia i controlli veterinari e la pastorizzazione minimizzano questo rischio.
| Ente | Valutazione del Rischio | Target |
| ECDC | Basso | Popolazione generale |
| ECDC | Moderato | Lavoratori del settore avicolo |
La sorveglianza in Italia
L’Italia dispone di una rete di monitoraggio capillare per intercettare tempestivamente eventuali mutazioni del virus:
-
Settore Animale: Gestito dai servizi veterinari su tutto il territorio.
-
Settore Umano: Coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) attraverso la rete RespiVirNet, che monitora la circolazione dei virus influenzali nella popolazione.
L’identificazione del caso in Lombardia dimostra che il sistema di sorveglianza è attivo e sensibile, capace di isolare anche ceppi a bassa aggressività prima che possano rappresentare una minaccia diffusa.







