ENDOMETRIOSI: la firma della malattia è nel cervello e va cancellata subito per evitare il dolore cronico

L’endometriosi non è solo una questione ginecologica ma una patologia che riscrive i circuiti del dolore nel sistema nervoso centrale perché come spiega la professoressa Flaminia Coluzzi della Sapienza di Roma oggi attraverso le moderne tecniche di imaging è possibile vedere chiaramente nell’encefalo i segni della neuroinfiammazione causata dalla malattia cronica.

Il vero dramma di questa condizione resta il ritardo diagnostico che oscilla mediamente tra gli otto e i dieci anni un periodo lunghissimo durante il quale il dolore pelvico ha tutto il tempo di cronicizzarsi trasformandosi da sintomo di un’infiammazione locale a una vera e propria patologia neurologica difficile da estinguere se non si interviene tempestivamente con terapie farmacologiche mirate.

L’appello lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Endometriosi è rivolto soprattutto ai genitori affinché non sottovalutino mai i dolori mestruali intensi delle adolescenti specialmente quando questi impediscono le normali attività quotidiane poiché il ginecologo esperto è l’unico in grado di distinguere un dolore fisiologico da uno patologico legato alla presenza di tessuto endometriale fuori sede.

Agire d’anticipo significa spegnere letteralmente il fuoco dell’infiammazione prima che i segnali dolorosi diventino permanenti garantendo così alle giovani donne una qualità di vita ottimale ed evitando interventi più invasivi in età adulta quando la malattia potrebbe aver già compromesso la funzionalità di diversi organi pelvici.