Emergenza anziani, tre segnali rivelano il rischio di peggioramento in Pronto Soccorso

Uno studio del Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica identifica i parametri vitali decisivi per proteggere i pazienti “over 80” nelle prime 24 ore dal ricovero.

ROMA – In un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione, la sfida della medicina d’urgenza si gioca sulla velocità di analisi. Identificare immediatamente chi, tra i pazienti più anziani, rischia un aggravamento fatale nelle prime ore dall’arrivo in ospedale è oggi più semplice grazie a una nuova ricerca firmata dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dall’Università Cattolica.

I “campanelli d’allarme” del paziente fragile

Secondo lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Jama Network Open, esistono tre fattori critici che i medici devono monitorare con estrema attenzione negli ultraottantenni:

  1. Fabbisogno di ossigeno: la necessità di supporto respiratorio immediato.

  2. Pressione sistolica elevata: valori di pressione “massima” fuori norma.

  3. Stato di coscienza: eventuali segni di confusione o compromissione neurologica.

Questi parametri si sono dimostrati predittivi per individuare il rischio di decesso o di trasferimento in terapia intensiva entro un solo giorno dall’accesso in struttura.

L’analisi: 50.000 casi sotto la lente

I ricercatori hanno esaminato oltre 50.000 accessi di pazienti con un’età media di 85 anni. L’obiettivo era testare l’efficacia dei cosiddetti Early Warning Score (EWS), sistemi a punteggio basati sui parametri vitali utilizzati a livello internazionale (come NEWS2, MEWS e altri).

Dall’analisi è emerso che, sebbene circa il 2,4% dei pazienti subisca un peggioramento rapido nelle prime 24 ore, tutti i sistemi di valutazione analizzati sono strumenti validi per supportare le decisioni dei medici durante il triage.

Verso un triage su misura

“L’invecchiamento dei pazienti sta cambiando il volto del Pronto Soccorso”, spiega Marcello Covino, responsabile dell’organizzazione dei ricoveri presso il Gemelli e primo autore della ricerca. “Usare strumenti semplici come questi punteggi aiuta a riconoscere subito i più fragili e a gestire meglio le risorse”.

Il professor Francesco Franceschi, direttore dell’Unità di Medicina d’Urgenza, ribadisce l’importanza di personalizzare le cure: “Ottimizzare la valutazione del rischio negli ultraottantenni è fondamentale per rafforzare la sicurezza dei pazienti e garantire un intervento tempestivo dove serve davvero”.