ROMA – Un’epidemia che fa paura, ospedali al collasso e una drammatica corsa contro il tempo. La Repubblica Democratica del Congo piomba nuovamente nell’incubo Ebola, ma questa volta la minaccia è ancora più insidiosa. A lanciare l’allarme è Trish Newport, responsabile del programma di emergenza di Medici Senza Frontiere (MSF), che da Ginevra coordina i soccorsi per un’emergenza che definisce senza mezzi termini “caotica e preoccupante”.
I numeri del contagio: oltre 100 vittime in pochi giorni
La velocità di diffusione del virus sta mettendo in ginocchio le strutture sanitarie locali. I dati aggiornati al 17 maggio delineano un quadro critico:
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Oltre 300 casi sospetti registrati a pochissimi giorni dalla conferma del focolaio.
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Più di 100 i decessi già accertati.
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Zero trattamenti disponibili: Il focolaio è causato dal sierotipo Bundibugyo.
“È solo la terza volta nella storia che si verifica un’epidemia di Ebola Bundibugyo”, spiega Newport. “Questo significa che, mentre per altri ceppi di Ebola esistono cure e vaccini efficaci, per questa specifica variante non abbiamo ancora nulla a disposizione, e anche la nostra capacità di effettuare test è estremamente limitata”.
Ospedali saturi: il dramma dei respingimenti
Il racconto che arriva dal campo descrive una situazione di totale saturazione logistica. Mancano i posti letto e, soprattutto, i reparti di isolamento necessari a contenere il contagio.
Newport cita il caso emblematico dell’ospedale di Salama, dove MSF gestisce un progetto chirurgico:
“Nel fine settimana sono arrivati diversi casi sospetti. Non avendo un reparto di isolamento, il nostro team li ha trasferiti all’ospedale di Bunia. La struttura, tuttavia, li ha rimandati indietro: il loro reparto di isolamento era già stracolmo. Abbiamo contattato tutti gli altri centri sanitari della zona: la risposta è stata la stessa ovunque. Non c’è spazio. Questo rende l’idea del caos in cui ci troviamo”.
La corsa contro il tempo: gli aiuti in arrivo
In questo scenario, la priorità assoluta è la velocità di reazione. I soccorsi devono arrivare sul posto immediatamente per evitare che il virus si propaghi in modo incontrollabile nella provincia dell’Ituri, area che registra attualmente il maggior numero di contagi.
Il piano di emergenza di MSF:
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Dispositivi di protezione: È in arrivo a Bunia un carico di oltre 3.000 tute protettive complete (DPI) per il personale sanitario.
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Personale esperto: MSF sta inviando sul campo medici e logisti specializzati nella gestione delle epidemie di Ebola.
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Messa in sicurezza delle cure: L’obiettivo è allestire rapidamente nuovi centri di isolamento e proteggere le strutture esistenti, garantendo la continuità dell’assistenza sanitaria anche ai tantissimi sfollati della regione.







