Un team di ricercatori del Cnr di Napoli e del TIGEM di Pozzuoli ha messo a punto una tecnica rivoluzionaria che permette, per la prima volta al mondo, di osservare in tre dimensioni e senza l’uso di coloranti chimici i lisosomi, le “centrali di riciclaggio” delle nostre cellule. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista ACS Nano, rappresenta una svolta fondamentale per lo studio delle malattie da accumulo lisosomiale, un gruppo di oltre 60 patologie genetiche rare che colpiscono gravemente organi e sistema nervoso, spesso con esiti fatali.
La nuova tecnologia, chiamata tomografia olografica, funziona come una sorta di TAC microscopica capace di analizzare migliaia di cellule vive mentre scorrono in un fluido, catturandone ogni dettaglio fisico come volume e densità. Grazie a questo approccio, gli scienziati sono riusciti a identificare con precisione millimetrica le deformazioni dei lisosomi in malattie incurabili come quella di Niemann-Pick tipo C. Osservando come questi organelli si spostano e si ammassano in modo anomalo all’interno della cellula, i ricercatori hanno dimostrato che è possibile “ripulire” gli accumuli tossici di colesterolo semplicemente correggendo la posizione dei lisosomi stessi.
Questo strumento non è solo una lente d’ingrandimento più potente, ma una vera piattaforma diagnostica che permette di testare l’efficacia dei farmaci in tempo reale su cellule umane in sospensione, un contesto molto più simile a quello del sangue rispetto ai tradizionali test di laboratorio. Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di applicare questa “mappatura 3D” direttamente sulle cellule prelevate dai pazienti, trasformando una tecnologia d’avanguardia in un test clinico rapido e preciso per monitorare la progressione della malattia e personalizzare le terapie.






