Il panorama della celiachia in Italia sta vivendo una trasformazione radicale. Durante il Congresso nazionale delle Malattie Digestive (FISMAD), la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE) ha presentato le ultime novità: dall’estensione della diagnosi senza biopsia agli adulti, fino alla ricerca di farmaci capaci di affiancare la dieta senza glutine.
La svolta “Biopsy-Free” per gli adulti
Fino a poco tempo fa, la biopsia intestinale era considerata un passaggio obbligatorio per confermare la celiachia negli adulti. Seguendo il modello già in uso per i bambini dal 2012, le linee guida europee del 2025 aprono ora a un approccio basato esclusivamente sugli esami del sangue per una specifica categoria di pazienti:
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Il criterio dei “10 volte”: Se i livelli di anticorpi anti-transglutaminasi IgA (tTG IgA) sono superiori a 10 volte il valore normale, il potere predittivo è altissimo.
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I requisiti: Questa procedura è applicabile a soggetti con meno di 45 anni, senza sintomi di allarme (come forte perdita di peso o anemia severa) e seguiti in centri specializzati.
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Doppia conferma: La positività deve essere confermata da un secondo prelievo ematico.
Nuovi biomarcatori e diagnosi di precisione
La ricerca sta identificando strumenti sempre più sensibili per monitorare la malattia, anche in chi ha già iniziato la dieta:
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Interleuchina-2 (IL-2): Questo biomarcatore viene rilasciato nel sangue quasi immediatamente dopo l’esposizione al glutine. Potrebbe permettere di diagnosticare la celiachia anche in persone che hanno già eliminato il glutine, o di stabilire con precisione le “soglie di sicurezza” per le contaminazioni.
Oltre la dieta: i farmaci del futuro
Nonostante la dieta senza glutine sia l’unico trattamento attuale, circa il 20% dei pazienti continua a manifestare sintomi. Per questo la ricerca sta testando terapie complementari:
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Inibitori della Transglutaminasi: Farmaci che bloccano l’enzima che “attiva” il glutine scatenando l’infiammazione.
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Blocco della presentazione antigenica: Molecole che impediscono alle cellule immunitarie di “leggere” il glutine come un nemico.
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Inibitori delle citochine: Farmaci mirati a spegnere la cascata infiammatoria una volta avviata.
Lo screening di massa e le forme complicate
L’Italia sta avviando uno screening pediatrico per far emergere il “sommerso” (pazienti asintomatici o non diagnosticati). Parallelamente, la SIGE e l’Università di Padova coordinano uno studio multicentrico sulle forme complicate, come la celiachia refrattaria, per sviluppare percorsi terapeutici per i casi più critici che non rispondono alla dieta standard.
Questo cambio di rotta promette di rendere il percorso diagnostico più rapido e meno traumatico, migliorando la qualità della vita di migliaia di persone che convivono con questa condizione autoimmune.