Cancro colon retto: screening e colonscopia riducono mortalità

Società Italiana di Endoscopia: “screening riduce la mortalità di oltre il 30% e l’incidenza del tumore del colon retto di oltre il 20%”

Il cancro del colon retto è la terza neoplasia più frequente nel mondo e la seconda causa di morte tumorale. Ma nella maggioranza dei casi si sviluppa da lesioni precancerose diagnosticabili, per questo è fondamentale una puntuale azione di screening.

6 ottobre Congresso della Società Italiana di Endoscopia Digestiva a Napoli

Se ne discuterà, tra criticità e prospettive, mercoledì 6 ottobre in occasione del Congresso della Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED), in programma a Napoli presso l’Aula Consiliare della Regione Campania (Centro Direzionale, Isola F13 Napoli) a partire dalle 9. Lo screening per il cancro del colon retto viene effettuato sulla popolazione di età compresa fra 50 e 69 anni attraverso la ricerca di sangue occulto nelle feci ed in caso di positività, viene indicata la colonscopia. I dati che emergono dall’Osservatorio Nazionale Screening mettono in evidenza una sostanziale differenza tra le Regioni del Nord e quelle del Sud Italia, sia per quanto riguarda gli inviti a partecipare allo screening, rivolti alla popolazione target (94% nelle regioni centro-settentrionali e 43% al Sud e nelle Isole), sia per quanto riguarda le adesioni (Nord 50%, Centro 36%, Sud ed Isole 31%).

“I programmi di screening non sono decollati allo stesso modo in tutte le regioni e come Società Italiana di Endoscopia sentiamo il dovere di promuovere una duplice azione di sensibilizzazione, da una parte rivolta ai cittadini, dall’altra alle regioni. I programmi italiani che hanno maturato un tempo di follow up sufficiente stanno dimostrando che lo screening riduce la mortalità di oltre il 30% e l’incidenza del tumore del colon retto di oltre il 20%. Diminuiscono, inoltre, anche i tassi di resezione chirurgica”, sottolinea Luigi Pasquale Presidente SIED.

L’attuazione di percorsi scientificamente validati e l’adesione dei professionisti a protocolli condivisi, in modo da garantire realmente le stesse opportunità di salute a tutti i cittadini e soprattutto una qualità omogenea delle prestazioni di screening, dipende da una serie di fattori.

“Necessario che screening sia completo, gratuito e ben organizzato”

“È necessario che lo screening sia completo, gratuito e ben organizzato e che la popolazione aderisca non solo al test primo livello, ma anche alla colonscopia di approfondimento che deve essere effettuata presso centri qualificati e con personale esperto. Ai soggetti con lesioni precancerose e cancerose va garantito un trattamento tempestivo e adeguato, applicando terapie endoscopiche, chirurgiche e mediche le più possibili conservative secondo le più aggiornate linee guida ed evidenze scientifiche”, aggiunge il direttore editoriale del portale SIED Giuseppe Galloro.                          All’evento interverranno i massimi esperti nazionali di endoscopia digestiva ed è prevista la presenza di Vincenzo Alaia, presidente della commissione Sanità della Regione Campania e di Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine.