CACHESSIA ONCOLOGICA: identificata la proteina VDBP come “interruttore” del deperimento muscolare

Una ricerca internazionale, coordinata dall’Università del Piemonte Orientale e pubblicata su Nature Communications, ha aggiunto un tassello fondamentale alla comprensione della cachessia. Questa sindrome, che colpisce molti pazienti oncologici e cronici, provoca una perdita di peso e di forza muscolare così severa da compromettere la qualità della vita e l’efficacia delle cure stesse.

La scoperta ruota attorno alla VDBP (Vitamin D Binding Protein), una proteina finora nota quasi esclusivamente per il trasporto della Vitamina D nel sangue, ma che oggi si rivela un potente “ormone pro-atrofico”.


Il meccanismo: oltre il trasporto della Vitamina D

Fino ad oggi si pensava che l’aumento della VDBP fosse negativo solo perché “sequestrava” la Vitamina D (nota per proteggere i muscoli), rendendola meno disponibile. Lo studio della prof.ssa Nicoletta Filigheddu ribalta questa prospettiva:

  • Azione Indipendente: La VDBP danneggia il muscolo anche se i livelli di Vitamina D sono normali.

  • Sequestro dell’Actina: All’interno delle cellule muscolari, la VDBP lega l’actina globulare, rompendo il delicato equilibrio necessario alla struttura cellulare.

  • Crisi Energetica: Questo squilibrio causa stress ossidativo e la frammentazione dei mitocondri, le centrali energetiche della cellula. Senza energia, il muscolo si atrofizza e perde forza.


Perché è una scoperta importante?

Identificare la VDBP come causa diretta del deperimento offre una nuova speranza per trattamenti mirati. La ricerca ha dimostrato che eliminando o bloccando questa proteina, il muscolo rimane protetto dall’atrofia indotta dal tumore.

Ruolo Tradizionale della VDBP Nuova Scoperta (Ruolo nella Cachessia)
Trasportatore della Vitamina D nel sangue. “Ormone” che penetra nel muscolo e causa atrofia.
Protettore dei vasi (cattura l’actina extracellulare). Distruttore cellulare (interferisce con l’actina interna).
Fenomeno secondario alla malattia. Bersaglio terapeutico primario per fermare il deperimento.

Prospettive future

Siamo ancora in una fase preclinica, il che significa che saranno necessari diversi anni prima di arrivare a un farmaco per l’uomo. Tuttavia, la strada è tracciata: i prossimi sforzi si concentreranno sullo sviluppo di molecole capaci di impedire alla VDBP di entrare nelle cellule muscolari o di bloccare la sua interazione distruttiva con l’actina.