Al via la settimana della prevenzione: visite gratuite in 80 città. La metà di chi ne soffre non lo sa perché i sintomi compaiono solo quando il danno è irreversibile.
Esiste una malattia degli occhi che agisce nell’ombra, senza causare dolore né segnali evidenti, finché non è troppo tardi. È il glaucoma, soprannominato dai medici “il ladro silenzioso della vista”. In occasione della Settimana mondiale del glaucoma (dall’8 al 14 marzo 2026), l’Italia si mobilita per accendere i riflettori su una patologia che colpisce oltre un milione di persone nel nostro Paese, di cui circa 500 mila restano senza diagnosi.
Una minaccia invisibile e irreversibile
Il glaucoma non è una singola malattia, ma un insieme di condizioni che danneggiano progressivamente il nervo ottico, ovvero il “cavo” che trasporta le immagini dall’occhio al cervello. Il problema principale è che la vista persa a causa di questo danno non può essere recuperata.
Nella maggior parte dei casi, la malattia inizia mangiando i bordi del campo visivo (la visione periferica). Poiché il centro della vista rimane nitido fino alle fasi avanzate, il paziente non si accorge di nulla mentre il “buio” avanza lentamente dai lati.
I numeri e i fattori di rischio
Nel mondo sono oltre 80 milioni le persone colpite, un numero destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione. Ma chi rischia di più?
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Pressione oculare alta: È il principale campanello d’allarme, anche se non l’unico.
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Ereditarietà: Avere parenti stretti con il glaucoma aumenta drasticamente le probabilità.
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Età e patologie: Il rischio cresce dopo i 40 anni, specialmente in chi soffre di diabete, ipertensione o miopia elevata.
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Terapie prolungate: L’uso di farmaci cortisonici per lunghi periodi richiede controlli costanti.
La diagnosi precoce: l’unica vera difesa
“Il glaucoma non va aspettato, va anticipato”, avverte Mario Barbuto, presidente della Fondazione IAPB Italia e dell’UICI. Poiché la malattia è asintomatica, l’unica arma è la visita oculistica regolare. Gli esperti raccomandano un controllo mirato a partire dai 40 anni, o anche prima se sono presenti fattori di rischio familiari.
La storia di Chiara Mazzel, colpita dalla diagnosi a soli 18 anni, dimostra che, sebbene rara nei giovani, l’attenzione non deve mai calare. Identificare il problema in tempo permette di gestire la pressione oculare con colliri, laser o interventi chirurgici, salvando così la capacità visiva.
Iniziative e controlli gratuiti
Per tutta la settimana, la IAPB Italia ETS promuove controlli gratuiti in circa 80 città italiane attraverso unità mobili e ambulatori. L’obiettivo è trasformare i cittadini in “agenti attivi” della propria salute.







