Aumento dei contagi in Italia: nuove possibili strette dal Governo, ieri oltre 24 mila positivi

Obbligo di tampone per tutti negli eventi affollati e riduzione della durata del Green pass. Solo alcune delle ipotesi prese in considerazione da Palazzo Chigi

In Italia accresce la preoccupazione per l’aumento progressivo e costante dei contagi. Ieri oltre 24 mila positivi e 97 morti, con il tasso che si è assestato al 4,3% ma con meno terapie intensive rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Secondo gli ultimi dati dell’Iss, infatti, i ricoverati nelle aree critiche sono 966, rispetto ai 2.794 del 2020. L’indice Rt attualmente è a quota 1,13 mentre l’anno scorso si trovava a 0,97 ma si veniva da un mese di chiusure in tutta Italia e perduravano ancora limitazioni quali coprifuoco e Dad e tutte le strutture sportive e ricettive rimanevano chiuse.

Il 23 dicembre è la data fissata per discutere sulle nuove limitazioni

Appena sei giorni fa il Consiglio dei ministri, su proposta del premier Mario Draghi, ha approvato il decreto legge relativo alla proroga dello stato di emergenza fino al 31 marzo 2022. Solo l’inizio di un vortice di novità e possibili strette che il Governo è in procinto di concordare durante e dopo le feste natalizie. La data “X” decisa sul calendario da Palazzo Chigi sarà il 23 dicembre e la sensazione è che vi saranno ulteriori limitazioni come estendere l’obbligo di tampone anche ai vaccinati per poter partecipare a eventi molto affollati, la reintroduzione delle mascherine all’aperto e la riduzione della validità del Green pass da 9 a 7 (o addirittura 5) mesi.

Misure di contenimento che però non mettono tutti d’accordo. “Il fatto è che stiamo spingendo talmente tanto sulla vaccinazione e sul green pass, e poi ci serve anche un tampone, è qualcosa che faccio un po’ fatica a capire“. Ha affermato un dubbioso Beppe Sala, sindaco di Milano, che non esclude come il test obbligatorio possa risultare “un deterrente” più che un incentivo. Fanno eco, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, per cui “non vi sono rischi nei cinema e teatri ma nei luoghi in cui si sta senza mascherina” e il segretario della Lega, Matteo Salvini, che promette di “impedire lockdown e chiusure“.

Salgono i contagi in Italia da Omicron ma c’è fiducia

Uno dei motivi per cui caldeggiano ipotesi di misure più restrittive è sicuramente la nuova variante Omicron, dominante nel Sudafrica, epicentro del nuovo ceppo virale. “Disponiamo di elementi troppo scarsi pertrarne conclusioni e chi traccia scenari allarmistici appare quantomeno precipitoso“, ha dichiarato Giorgio Palù, microbiologo virologo e presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, in un’intervista rilasciata quest’oggi a Il Corriere della Sera. Sebbene per il presidente sia “necessario rafforzare le misure di protezione e prevenzione collettive ed individuali, vedi ricorso alla mascherina e al tampone“. Come anche tutelarsi con la terza dose perché la Omicron “riesce a sfuggire agli anticorpi sia sviluppati dal vaccino sia dall’infezione. Con due dosi ci si può reinfettare“. Ma rassicura: “Rispetto alla Gran Bretagna che 10 mila nuovi casi su circa 90 mila positivi erano affetti da Omicron, per contagi in Italia siamo penultimi in Europa con la Spagna“.

La voce delle Regioni

Tre Regioni e una provincia autonoma lasciano l’area bianca: si tratta di Marche, Liguria, Veneto e provincia autonoma di Trento. Si vanno a unire al Friuli Venezia Giulia, alla Calabria e alla provincia autonoma di Bolzano, già nella fascia di rischio successiva. Per il Veneto una notizia già annunciata dal presidente di Regione, Luca Zaia, che insiste sul tampone fai-da-te per alleggerire il carico sulle farmacie.

In Campania, che resta in zona bianca, il presidente De Luca ha scelto una linea assai intransigente: nessuna festa in piazza, vietate vendita e consumo di bevande (esclusa l’acqua) dalle 11 alle 5 del giorno successivo. Divieto anche per feste scolastiche, di compleanno e di laurea in locali al chiuso. Annunciati controlli severi sull’uso della mascherina, misura rimasta sempre obbligatoria in Campania. Il 23 dicembre, come detto, le Regioni saranno coinvolte nella cabina di regia, richiesta dal premier Draghi, in cui si discuterà sulle nuove restrizioni per “salvare” Natale e Capodanno.