Modena si conferma punto di riferimento nazionale nella lotta ai tumori femminili ospitando, martedì 9 giugno, il primo Corso Nazionale di Prevenzione e Diagnosi Precoce in Ginecologia Oncologica preventiva ed ereditaria. L’evento, presieduto dai professori Antonio La Marca e Giovanni Grandi, mira a fare il punto sulle strategie più avanzate per intercettare la malattia prima che si manifesti o nelle sue fasi iniziali.
Un approccio integrato per la salute delle donne
La prevenzione oggi non è più un atto isolato, ma un sistema complesso che integra diverse competenze. La scuola modenese — erede della tradizione del dott. Fausto Boselli — punta oggi su un approccio multidisciplinare che combina:
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Genetica: Per identificare precocemente le pazienti a rischio ereditario.
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Diagnostica per immagini avanzata: Ecografia, colposcopia e isteroscopia di precisione.
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Percorsi personalizzati: Monitoraggio costante e interventi mirati in base al profilo di rischio della singola donna.
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Le sfide principali: cervice e ovaio
Il corso dedica un’attenzione particolare alle due patologie oncologiche che rappresentano le sfide maggiori:
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Tumore della cervice uterina: La prevenzione si basa su due pilastri vincenti: lo screening organizzato (punto di forza della regione Emilia-Romagna) e la vaccinazione anti-HPV, considerata oggi l’arma di prevenzione primaria più potente per adolescenti di entrambi i sessi.
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Tumore dell’ovaio: Sebbene più raro, è noto per la sua aggressività. In questo ambito, la ricerca delle mutazioni genetiche (come i geni BRCA) è fondamentale: permette di identificare le donne geneticamente predisposte e di attivare percorsi di sorveglianza intensiva per ridurre drasticamente il rischio di sviluppare la patologia.
Il modello modenese: una rete che cura
L’evento non è solo un momento di aggiornamento scientifico, ma anche la valorizzazione di un modello organizzativo d’eccellenza. La Clinica Ostetrico-Ginecologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena opera all’interno di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che unisce:
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Oncologi, Radioterapisti e Chirurghi.
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Anatomopatologi, Radiologi e specialisti in Medicina Nucleare.
Questa rete garantisce che la paziente non sia mai sola, venendo presa in carico dal momento della diagnosi fino al follow-up, con una visione completa che va oltre la singola procedura medica.
“L’obiettivo del corso — spiega il prof. Antonio La Marca — è mettere a confronto le migliori competenze nazionali per condividere conoscenze e strategie che possano tradursi in benefici concreti per le donne e per il sistema sanitario.”
L’incontro rappresenta un passo avanti fondamentale per trasformare le scoperte scientifiche in strumenti quotidiani a disposizione della salute femminile, rendendo la prevenzione non solo una possibilità, ma una certezza diagnostica.







