Uno studio internazionale, con il contributo decisivo dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), apre una nuova era per i pazienti con malattia avanzata HER-2 negativa. La chiave è la combinazione di chemioterapia, immunoterapia e farmaci mirati.
Il tumore dello stomaco resta una delle sfide più difficili dell’oncologia moderna. Con oltre 14.000 nuovi casi all’anno solo in Italia, la diagnosi arriva spesso quando la malattia è già in fase avanzata, rendendo le cure tradizionali meno efficaci. Tuttavia, una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Medicine segna oggi un punto di svolta atteso da anni.
Lo studio ILUSTRO: l’unione fa la forza
Fino ad oggi, i progressi più significativi riguardavano i tumori definiti “HER-2 positivi” (circa il 20% dei casi). Per la restante maggioranza di pazienti (HER-2 negativi), le opzioni erano limitate.
Lo studio ILUSTRO ha testato per la prima volta una “combinazione a tre” che agisce contemporaneamente su più fronti:
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Chemioterapia standard: per colpire le cellule in rapida divisione.
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Immunoterapia: per “sbloccare” il sistema immunitario e spingerlo ad attaccare il tumore.
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Terapia a bersaglio molecolare (Zolbetuximab): un proiettile di precisione che punta a una specifica proteina chiamata Claudina.
I protagonisti della ricerca: Claudina e PD-L1
Per capire perché questa terapia funzioni, bisogna guardare ai “bersagli” che i medici colpiscono:
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La Claudina: È una proteina che normalmente tiene unite le cellule sane dello stomaco. Nelle cellule tumorali rimane presente ma diventa un “punto debole” che il farmaco Zolbetuximab può individuare e colpire con precisione.
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La proteina PD-L1: Funziona come un freno per il sistema immunitario. L’immunoterapia toglie questo freno, permettendo alle difese dell’organismo di tornare in azione.
“Questa combinazione si è dimostrata molto promettente nel rallentare la progressione della malattia,” spiega il Dott. Nicola Fazio, Direttore dell’Oncologia Gastrointestinale allo IEO. “Se i risultati saranno confermati, questa potrebbe diventare la nuova terapia di riferimento mondiale.”
Il futuro: verso lo studio LUCERNA
Nonostante l’entusiasmo, la strada verso la pratica clinica quotidiana richiede un ultimo passaggio. È già in corso lo studio di fase 3 denominato LUCERNA, che confronterà direttamente questa triplice terapia con i trattamenti standard attuali.
La situazione attuale in Italia
Ad oggi, per i pazienti italiani con tumore HER-2 negativo, il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa la combinazione di chemioterapia e immunoterapia, ma non ancora il farmaco anti-Claudina.
Come accedere a queste cure innovative? Al momento, l’unica via per ricevere il trattamento completo (inclusa la terapia anti-Claudina) è la partecipazione a protocolli di ricerca clinica presso centri d’eccellenza come lo IEO di Milano, dove l’esperienza nella gestione di questi farmaci complessi è ormai consolidata.







