Il Policlinico Tor Vergata di Roma segna un traguardo storico per la chirurgia plastica italiana ed europea. Un intervento tra i più sofisticati e delicati in ambito ricostruttivo, che solitamente richiede otto ore di sala operatoria e quasi una settimana di ricovero, viene ora eseguito in metà tempo con dimissioni entro 24 ore.
Il lavoro, coordinato dal Prof. Benedetto Longo e pubblicato sul Journal of Plastic, Reconstructive & Aesthetic Surgery, documenta 143 casi di successo con un tasso di efficacia del 100%.

La tecnica DIEP: il gold standard autologo
L’intervento si basa sul lembo DIEP (Deep Inferior Epigastric Perforator), considerata la tecnica più avanzata per la ricostruzione del seno dopo un tumore.
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Cos’è: Si preleva una porzione di pelle e grasso dall’addome della paziente stessa (tessuto autologo), senza sacrificare i muscoli addominali.
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Microchirurgia: I vasi sanguigni del tessuto prelevato vengono ricollegati a quelli del torace sotto microscopio per garantire la vitalità del nuovo seno.
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Il vantaggio: Poiché si usa il proprio tessuto, il risultato è naturale, permanente e non presenta i rischi legati alle protesi sintetiche.
Perchè è una “chirurgia da record”?
Tradizionalmente, la complessità del collegamento dei vasi e il monitoraggio post-operatorio impongono tempi lunghi. L’equipe di Tor Vergata ha rivoluzionato il processo attraverso:
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Protocolli Avanzati: Strategie chirurgiche che hanno ridotto i tempi operatori da 8 ore a 3-4 ore.
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Percorsi Multidisciplinari: Una gestione coordinata tra chirurghi, anestesisti e infermieri per ottimizzare ogni fase.
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Mobilizzazione Precoce: La paziente viene messa in condizione di muoversi quasi subito, accelerando drasticamente il recupero fisico.
Impatto sul sistema e sulla paziente
Come sottolineato dai direttori Valerio Cervelli e Ferdinando Romano, questo modello non è solo una vittoria tecnica ma anche organizzativa:
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Per la paziente: Riduce lo stress psicologico dell’ospedalizzazione e permette un ritorno rapido alla vita quotidiana.
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Per l’ospedale: Ottimizza le risorse e i posti letto, mantenendo standard di sicurezza elevatissimi.
Questo successo posiziona il centro romano tra i primi al mondo per la ricostruzione microchirurgica, dimostrando che l’innovazione può coniugare la complessità assistenziale con la sostenibilità del sistema sanitario.







