Il Ministero della Salute pubblica la nuova circolare dopo il focolaio sulla nave “MV Hondius”. Schillaci predica cautela: “Rischio basso in Italia, ma non possiamo abbassare la guardia”.
ROMA – La parola d’ordine è “massima cautela”. Nonostante l’Istituto Superiore di Sanità e lo Spallanzani rassicurino sul basso rischio per la popolazione generale, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha varato un protocollo di ferro per blindare i confini italiani contro l’Hantavirus Andes (ANDV).
La decisione arriva dopo i dati allarmanti provenienti dalla nave da crociera MV Hondius: nove casi accertati e un tasso di letalità del 33%. Un numero che impone misure drastiche, a partire da una quarantena senza precedenti per durata e rigidità.
La quarantena dei 42 giorni: perché così lunga?
La misura più rilevante riguarda l’isolamento dei “contatti ad alto rischio” (chiunque sia stato sulla nave o a contatto con malati). A differenza della CoViD-19, il periodo di osservazione sale a sei settimane.
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Isolamento totale: Obbligo di stanza singola e distanziamento dai familiari.
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Monitoraggio attivo: Controllo quotidiano dei sintomi da parte delle autorità sanitarie locali.
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Motivazione: Il lungo tempo di incubazione del virus Andes permette al patogeno di restare “nascosto” nell’organismo per oltre un mese prima di manifestarsi.
Trasporti e voli: le nuove regole “di deroga”
Il Ministero ha introdotto una stretta senza precedenti sui voli commerciali. Se un caso sospetto o confermato viene identificato a bordo di un aereo:
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Contact Tracing totale: Non verranno monitorati solo i vicini di posto, ma tutti i passeggeri del volo saranno considerati contatti ad alto rischio.
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Divieto di imbarco: I soggetti già classificati come “ad alto rischio” non possono utilizzare voli di linea o mezzi pubblici per rientrare al proprio domicilio.
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Misure a bordo: Obbligo di mascherine mediche idrorepellenti e distanziamento forzato (posti liberi intorno al soggetto) in caso di trasporti autorizzati.
La rete di difesa: Laboratori e Frontiere
L’Italia sta attivando una “cintura di sicurezza” sanitaria:
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Diagnosi rapida: Creata una rete nazionale di laboratori regionali per effettuare test molecolari (PCR) immediati.
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Controlli USMAF: Potenziata la sorveglianza negli aeroporti e nei porti (Uffici di Sanità Marittima e Aerea) per i viaggiatori provenienti dalle zone critiche.
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Protezione per i sanitari: Obbligo di dispositivi avanzati (FFP2, camici e visiere) per la gestione di ogni caso sospetto.
L’allerta per i medici: “Attenzione ai sintomi gravi”
Il Ministero ha inviato una raccomandazione specifica ai medici di base e ospedalieri: monitorare con estrema attenzione i pazienti con gravi insufficienze respiratorie, anche se non sembrano collegati al focolaio della nave.
“Al momento non esistono vaccini o cure antivirali specifiche,” ricorda la circolare. “L’unica arma efficace è l’isolamento precoce.”
I sintomi da non sottovalutare inizialmente somigliano a quelli di una normale influenza (febbre, mal di testa, dolori muscolari), ma l’evoluzione verso lo shock cardiopolmonare può essere rapidissima e fatale.







