BIODERMOGENESI: a Napoli la ricerca per cancellare le cicatrici e le complicanze della chirurgia

Una nuova frontiera nella gestione dei post-operatori prende il via al Policlinico Federico II di Napoli.

Sotto la guida del Prof. Francesco D’Andrea, è stato avviato un progetto di ricerca per standardizzare l’uso della Biodermogenesi, una tecnologia non invasiva che promette di trasformare il trattamento delle cicatrici, delle fibrosi e delle complicanze legate agli interventi di chirurgia plastica ed estetica.


Come funziona la rigenerazione “hi-tech”

A differenza delle tecniche tradizionali che si limitano a riparare il tessuto, la Biodermogenesi punta alla rigenerazione cellulare. La metodologia si basa su una triplice stimolazione simultanea:

  1. Vacuum (Sottovuoto): Riattiva il microcircolo e favorisce l’ossigenazione.

  2. Campi Elettromagnetici: Stimolano il metabolismo cellulare.

  3. Stimolazione Elettrica ultra-leggera: Favorisce la produzione di nuovo collagene ed elastina.

Questo mix tecnologico permette di “risvegliare” i tessuti danneggiati, portando a una regressione evidente di inestetismi e patologie cutanee.

[Image showing a close-up of skin texture improvement before and after regenerative treatment]


Non solo estetica: un impatto sociale e funzionale

Sebbene in Italia interventi come la mastoplastica additiva e la liposuzione siano i più richiesti, la ricerca si concentra su complicanze che possono colpire chiunque, indipendentemente dal motivo dell’intervento (estetico o ricostruttivo post-tumore/trauma):

  • Contratture capsulari: Trattamento delle retrazioni intorno alle protesi mammarie.

  • Fibrosi e Sieromi: Riduzione degli accumuli di liquido e dell’indurimento dei tessuti post-liposuzione.

  • Cicatrici complesse: Protocolli specifici per esiti da ustioni e ferite da guerra.

“La protesi mammaria o la liposuzione non sono sempre legate a scelte estetiche,” spiega Maurizio Busoni, ricercatore coinvolto nel progetto. “Questi studi offriranno garanzie anche a chi ricorre alla chirurgia come unica opzione di fronte a patologie che impattano fortemente sulla vita.”


Verso protocolli clinici standardizzati

Il valore aggiunto della ricerca napoletana è la documentazione scientifica: attraverso ecografie mirate, il team ha già dimostrato come le fibrosi regrediscano progressivamente grazie a questa tecnologia. L’obiettivo finale è creare protocolli clinici universali che rendano la Biodermogenesi un supporto terapeutico standard, riducendo la necessità di ulteriori interventi correttivi e migliorando la qualità della vita dei pazienti.

Dalle semplici rughe e smagliature fino alle cicatrici più profonde, la tecnologia si conferma uno strumento versatile capace di unire il benessere estetico alla salute funzionale del tessuto cutaneo.